Dott. David Pescarolo - Odontoiatria forense

Consulenza per responsabilità legale odontoiatrica

Nell’esercizio della professione di odontoiatra forense la richiesta di affiancamento e consulenza (indipendentemente dai fiduciari/periti della propria Compagnia assicurativa) da parte di Colleghi odontoiatri è frequente perché, sempre più spesso, ogni complicanza viene dal paziente considerata, in automatico, come errore.

Di norma, quando un Collega odontoiatra chiede una consulenza di parte, è in buona fede e si ritiene vittima di una richiesta danni pretestuosa o immotivata (spesso innescata da un decreto ingiuntivo di pagamento per una parcella non saldata dal cliente). Non di rado questo corrisponde al vero… ma dimostrarlo, dal punto di vista tecnico-scientifico, alle controparti (ed eventualmente al Giudice o al consulente tecnico d’ufficio - CTU nominato dal Tribunale) è tutt’altro paio di maniche.

Dal punto di vista medico-legale, infatti, è necessario ricostruire storie cliniche, spesso lunghe e complesse, al fine di:

  • determinare l’esistenza (o meno) di chiari nessi causa-effetto tra condotta professionale e danno lamentato
  • valutare la correttezza clinica/tecnica degli interventi eseguiti e la loro rispondenza a linee guida convalidate
  • identificare le preesistenze
  • accertare e quantificare l’esistenza di eventuali danni “non risarcibili” (ad es. la lesione di un dente che il paziente avrebbe perso comunque) sotto forma di invalidità permanente
  • se necessario, valutare il percorso terapeutico finalizzato al ripristino dell’elemento dentario, separando però – ai fini dell’eventuale risarcimento – ciò che deriva dall’errore del professionista (e che dovrà quindi essere risarcito) da ciò che “sarebbe stato comunque da fare” per via dello stato (patologico o meno) preesistente della dentatura
  • se necessario, stimare la congruità di eventuali richieste di risarcimento e, ove opportuno, ricalcolarle tenendo conto delle evidenze probatorie, degli eventuali danni “non risarcibili e delle opportune correzioni terapeutiche.

Anche quando si assiste un Collega, la consulenza si articola in due fasi:

  1. lo studio preliminare che si conclude con un parere verbale
  2. l’eventuale stesura per iscritto della consulenza di parte (così detta “perizia”) e la successiva assistenza giudiziaria o extragiudiziaria

Alla fine della Fase di Studio del caso, come ovvio, il collega potrà liberamente decidere – di comune accordo con il suo legale – come intende procedere, ovvero se dare corso, o meno, alla seconda fase.

In molti casi, una consulenza di parte deontologicamente, scientificamente e solidamente argomentata:

  • consente di far capire, sulla base della documentazione conservata/disponibile, le diverse implicazioni tra “realtà” clinica, “realtà” medico-legale, “realtà giudiziaria” e ciò cui il danneggiato ha effettivamente diritto
  • ridefinisce toni ed aspettative

permettendo, in ultima analisi, di accedere ad una fase di transazione che si conclude spesso in tempi rapidi e con ampia soddisfazione per tutte le parti.

Altra tipologia di richieste di consulenza riguarda:

  • l'analisi preventiva sull'opportunità di ricorrere al decreto ingiuntivo di pagamento nei confronti di pazienti insolventi;
  • la disamina critica delle garanzie presenti nella posizione assicurativa personale, ai fini di una successiva ottimizzazione del livello di copertura del rischio con il proprio Assicuratore/broker, sia nella vita professionale, sia in quella privata (polizze di responsabilità civile, infortuni, malattia, tutela legale/giudiziaria, ecc.).